Laura Makabresku, foto-poetessa del dark

di fotonicamente

Fotografie che arrivano dalle foreste, tra solitudine e paure, animali imbalsamati come esseri magici che, come lei stessa dice, proteggevano la sua infanzia. Laura Makebresku è una foto-poetessa del dark, ho letto in un paio di interviste sul blog, che le sue fotografie rappresentano il suo mondo e la sua vita reale e che le frequenti apparizioni dei feticci animali, non sono altro che un’eredità del nonno cacciatore, il quale la coinvolgeva nell’uccisione permettendole poi di poterci giocare. Oggi, come fotografa, volge il suo sguardo al passato inscenando quegli stessi rituali e tornando di nuovo bambina.

fairy tale about a girl who found dead animal in the forest and shared it with her warmth.

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Nelle sue fotografie i corpi sono abbandonati, pallidi ed emaciati, imbalsamati anche loro, spesso rivolti in giù come a simulare la morte, concetto che ricorre, neanche troppo velatamente, in ogni suo scatto. L’atmosfera è satura di  inquietudini. Nonostante questo c’è qualcosa in queste immagini che allontana dall’aspetto macabro accompagnando verso l’idea del sogno, di quelli assurdi in cui solo quando ti svegli realizzi che non erano belle visioni, ma che in realtà non avevano neanche le sembianze di un incubo. Tutto è avvolto da una patina che sa di antico, i colori sono sbiaditi e le trame scelte con particolare cura, perlopiù pizzi e tulle.

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Laura Makabresku mi ha convinto in mezzo a tanti fotografi che negli ultimi tempi fanno largo uso del dark e/o del vintage come tendenza, come anche l’uso di teste di animali su corpi umani, perché si distingue e perché si sa esprimere molto bene attraverso quelle che definirei delle metafore visive. Nonostante gli scenari onirici e la costruzione delle immagini, si percepisce la realtà che sta dietro la sua fotografia.

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11 (1)Official Website: Laura Makebresku

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