fotonicamente

Mese: aprile, 2013

Saul Leiter

“Ancora oggi, non ho perso il piacere di osservare le cose e ammirarle e scattare fotografie o dipingere. A volte, mi sveglio nel mezzo della notte e prendo un libro di Matisse, o di Cézanne o Sotatsu. Un dettaglio che non avevo notato prima, di colpo attrae la mia attenzione. Dipingere è magnifico. Quando mi stendo sul letto penso alla pittura. Amo fotografare ma la pittura è un’altra cosa. Ho sempre fotografato in modo molto libero, senza avere in testa nessuna particolare immagine, fotografia o dipinto, che sia. Chi vede i miei dipinti pensa che esiste una relazione tra l’uso del colore nei miei quadri e nelle fotografie. … Cerco di rispettare determinate nozioni di bellezza anche se per qualcuno si tratta di concetti vecchio stile. Certi fotografi pensano che fotografando la miseria umana, puntano i riflettori su problemi seri. Io non penso che la miseria sia più profonda della felicità”.
Saul Leiter

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Dalla pittura alla fotografia, Saul Leiter cattura l’essenza delle strade di New york . Attraverso i dettagli riesce a descrivere gli odori, i colori e l’atmosfera inconfondibile della Grande Mela. Un autore che elude  le regole in grandissimo stile.

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I cani visti da…

Martin Usborne: “I was once left in a car at a young age. I don’t know when or where or for how long, possibly at the age of four, perhaps outside a supermarket, probably for fifteen minutes only. The details don’t matter. The point is that I wondered if anyone would come back. The fear I felt was strong: in a child’s mind it is possible to be alone forever.”

Nasce da questa sua brutta esperienza infantile l’idea di realizzare The silence of dogs in cars.

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Usborne sceglie dei cani come modelli per rappresentare il senso d’abbandono e di paura che ha provato quando da bambino fu lasciato solo ad aspettare in auto. Forse la scelta di identificarsi è stata fatta per metà da un punto di vista antropomorfico, ma la restante metà ha certamente dei riscontri etologicamente appurati. I cani, come i bambini piccoli, hanno bisogno di un riferimento ed hanno altresì una percezione del tempo diversa degli esseri umani adulti, sono proiettati nel presente e vivono il qui ed ora. Non è quindi difficile immaginarsi come quindici minuti, in assenza di un pensiero rivolto al “dopo”, per loro possano diventare un’eternità. Al di là di questo, il progetto fotografico esprime molto bene il messaggio. La macchine immerse nel buio e l’atmosfera ovattata che le avvolge diventano un mezzo claustrofobico dentro cui scorgere due occhi tristi e impauriti che guardano fuori dal finestrino appannato, a volte una sagoma disegnata in controluce, altre ancora la figura del cane che arrendevole attende.

dogs-in-cars-by-martin-usborne-gessato-gblog-46 Leggi il seguito di questo post »

Christy Lee Rogers

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L’acqua scompone i corpi e fluidifica i movimenti, confonde i contorni e crea nuove forme dinamiche. L’elemento acqua è di per sé una dimensione sospesa, dove la percezione dello spazio e del tempo cambiano sostanza. E’ in questa suggestione acquosa che Christy Lee Rogers  proietta le sue immagini. Buio e luce che si scontrano per dare vita a chiaroscuri importanti e macchie di colore intenso a sollevare contrasti, restituiscono una visione altamente pittorica; proprio per l’uso drammatico della luce la critica ha adeguatamente avvicinato le sue fotografie alle opere di Caravaggio.

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I tre elementi portanti di questo lavoro: l’acqua, la figure di danza che disegnano i corpi ed i colori, anche se reinterpretati fino a mischiarne i confini con la pittura barocca, non possono comunque sottrarsi alle origini Hawaiane dell’autrice e se torniamo a riflettere sul tema dello spazio e del tempo, la valenza concettuale di queste immagini assume ancora più fascino e complessità.

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